Consorzio di Tutela del Nostrano Valtrompia

La Val Trompia è legata alla tradizione di produzione del formaggio da vincoli secolari ed indissolubili. In Valtrompia, come in tutte le vallate alpine, fino al sopravvenire dell’industrializzazione recente, l’unico modo per sopravvivere era quello di sfruttare le risorse della montagna, come il sottosuolo, i boschi, i prati e i pascoli, di media e alta montagna. Inoltre, la scarsità dei collegamenti, dovuta principalmente all’impervietà dei luoghi dell Valtrompia, sia tra le varie unità produttive, sia con le vallate limitrofe e con il fondovalle e le città, ha reso storicamente problematico il movimento di uomini e merci, determinando per secoli l’isolamento degli addetti all’agricoltura, soprattutto nella parte più settentrionale della Valle.

La produzione di formaggio si distingue per la produzione di formaggi a pasta dura come il “Nostrano Valtrompia”, formaggi a paste molli come la “formaggella di Collio”, tipica formaggella di montagna, e burro.

  

La storia inizia nei primi anni 80 del secolo scorso, quando il C.A.T.A., il Centro di Assistenza Agraria voluto dalla Provincia di Brescia e dalla Comunità Montana di Valle Trompia, nell’intento di approfondire e completare il lavoro di assistenza tecnica fornito alle aziende zootecniche con allevamenti di bovine da latte (la pressoché totalità delle aziende della media alta Valle Trompia) dal Centro per il Miglioramento Qualitativo del Latte di Brescia, che prevedeva controlli analitici mensili del latte ai quali far seguire interventi in azienda per migliorare la condizione igienico-sanitaria degli allevamenti e la qualità del latte, ha dato vita ad una serie di indagini finalizzate alla conoscenza dei prodotti caseari della Valle (i formaggi stagionati e le formaggelle, sorta di caciotte a latte intero a breve stagionatura).

La realtà produttiva della Valle era ed è ancora oggi caratterizzata dalla mancanza pressochè totale di caseifici, o altre strutture organizzate per la trasformazione, che è pertanto gestita dalle singole realtà contadine che vedono l’intera filiera che va dalla coltivazione dei terreni, allo sfalcio, all’allevamento del bestiame, alla trasformazione del latte e alla stagionatura del formaggio svolgersi prevalentemente entro le mura aziendali.

Si è instaurata allora una collaborazione proficua con l’Istituto lattiero Caseario di Lodi (ILC) che da allora ha fornito consulenza, supporto logistico e analitico a tutti i progetti di ricerca che negli anni si sono susseguiti. Questo lavoro ha portato da un lato alla pubblicazione su riviste scientifiche di settore, dei risultati di un paio di questi studi particolareggiati (l’Industria del Latte e il Latte) dall’altro ad un’approfondita conoscenza del prodotto e della cultura ad esso legata. Gli effetti più evidenti sono stati il miglioramento di alcune condizioni produttive, grazie all’introduzione di attrezzi per la lavorazione del latte più moderni ed efficaci (bacinelle in acciaio con lievo del latte dal basso, spini per frangere la cagliata in acciaio, acidimetri, ecc.)  e di miglioramento nell’utilizzo di siero/lattoinnesti naturali, che hanno portato in alcuni casi (malga Pontogna di Tavernole s/M, culla di tutta la sperimentazione) ad aumenti della percentuale di forme di prima scelta anche del 100% rispetto alla situazione precedente. Tutto questo è stato possibile grazie al rapporto di fiducia e alla stretta collaborazione tra il personale della Comunità Montana di Valle Trompia e gli Allevatori, che hanno risposto sempre con grande disponibilità e partecipazione.

Dopo anni di studio, conscia del valore e della specificità del principale prodotto che si stava studiando (il cosiddetto Nostrano), senza dimenticare i prodotti a più corta maturazione, quali le formaggelle (rinomate quelle di Collio), le robiole, le puine (sorta di ricotta) e altro, nel corso del 2001 la Comunità Montana di Valle Trompia (specificamente il settore Agricoltura e Foreste), grazie all’appoggio scientifico di ILC Lodi, è stata fautrice e ha variamente supportato la costituzione e l’operatività del COMITATO PROMOTORE PER LA VALORIZZAZIONE DEL FORMAGGIO NOSTRANO VALTROMPIA

Formato inizialmente da 12 soci (10 allevatori, 1 presidente Sagra Formaggio Nostrano, 1 Stagionatore) è stato ampliato nel corso degli anni per giungere al numero max. di 24 soci (22 agricoltori trasformatori) attorno al 2008. Ha sempre avuto il sostegno tecnico e operativo della Comunità Montana di Valle Trompia.

Il Comitato promotore, costituitosi nel dicembre 2001, presa visione e approvati i lavori di ricerca tecnica e scientifica prodotti dalla Comunità Montana e dall’ Istituto Lattiero Caseario di Lodi, ha inoltrato istanza di riconoscimento della DOP (Denominazione di Origine Protetta) al Mipaaf e alla Regione Lombardia (30 dicembre 2001).

L’iter, durato più di 10 anni, ha visto la ricerca e l’aggiunta di nuova documentazione a supporto della richiesta, la riformulazione e l’adeguamento dei documenti presentati, in ossequio spesso alle disposizioni Comunitarie, che di volta in volta si aggiornavano.

E’ stato un lavoro duro, sfiancante e a volte demotivante, ma tenendo duro (tutti gli attori presenti sul palcoscenico) si è giunti al fin della tenzone.

Il lungo procedimento è finalmente giunto a conclusione nel luglio 2012 con il riconoscimento da parte della Commissione (UE) con atto n. 629, della DOP al Nostrano Valtrompia – la prima totalmente bresciana.

Si è quindi proceduto con la costituzione del Consorzio di Tutela, che ha visto la luce due anni dopo con il riconoscimento del Mipaaf con atto 28779 del 11 aprile 2014 nel 2014.

Il Consorzio ha tra gli scopi statutari attribuitigli dallo Stato Italiano, quello di Tutelare, Valorizzare e Promuovere la produzione e il consumo del Nostrano Valtrompia.

Nello svolgimento di questi compiti, il Consorzio si occupa di assistere i soci nel miglioramento delle produzioni e nel controllo della filiera produttiva, fino alle operazioni di marchiatura, eseguite almeno dopo 365 dalla produzione, delle forme idonee ad essere immesse sul mercato come DOP.

Particolare attenzione è inoltre posta alla vigilanza al commercio e all’informazione al pubblico, per evitare abusi, contraffazioni ed usi impropri del marchio, grazie ad un servizio di Vigilanza proprio del Consorzio, autorizzato dallo Stato Italiano.

In quest’ottica e per obblighi di Legge, è altresì stato individuato in CSQA di Thiene (Decreto 3 ottobre 2012 – G.U. della Repubblica Italiana n. 245 del 19.10.2012) l’organismo incaricato del controllo esterno ed indipendente di tutta la filiera produttiva del NVT (dalla produzione del foraggio, alla consistenza della stalla, alla mungitura, ai metodi e al materiale di produzione, fino alla certificazione delle forme prodotte).

Tra le varie iniziative che il Consorzio promuove, di particolare interesse, rivestono i corsi di aggiornamento per associati e simpatizzanti (nella foto agricoltori, tecnici e amministratori durante la giornata a Cimmo nel 2015), e le manifestazioni promozionali tra le quali spicca la “Sagra della Bruna Valtrumplina” che si svolge nella prima decade del mese di maggio, alternativamente tra Bovegno e Collio, oltre alla partecipazione ad eventi a carattere locale e nazionale.

Nel corso del 2016, al fine di stimolare l’adesione al Consorzio e al sistema Nostrano Valtrompia Dop, supportati dalla Comunità Montana di Valle Trompia e con il supporto tecnico scientifico del dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università  di Parma, il Consorzio ha intrapreso un progetto di stagionatura in miniera del formaggio, grazie alla possibilità offerta dal PSR di Regione Lombardia 2014/20 (rif. alla cartella “Progetti”).

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