Il territorio di produzione del formaggio “Nostrano Valtrompia”

La zona di produzione e di stagionatura del formaggio “Nostrano Valtrompia D.O.P.” è definita in base sia alle caratteristiche fisiche del territorio che all’omogeneità dell’utilizzo delle pratiche tradizionali e appartiene ai comuni della Provincia di Brescia ricadenti nella Valle Trompia quali Bovegno, Bovezzo, Brione, Caino, Collio, Concesio, Irma, Gardone Val Trompia, Lodrino, Lumezzane, Marcheno, Marmentino, Nave, Pezzaze, Polaveno, Sarezzo, Tavernole sul Mella, Villa Carcina, nonché lapiccola porzione di zona montana del comune di Gussago (BS) comprendente le frazioni Quarone e Civine.

La Valle Trompia con i suoi 105.000 abitanti, risulta ormai fortemente antropizzata, soprattutto per ciò che riguarda le zone di fondovalle (da Brescia fino a giungere in territorio di Marcheno, il fondovalle non presenta soluzioni di continuità con la città), con tutto ciò che comporta a livello di occupazione dei terreni agricoli più produttivi. In questo contesto, solamente piccoli e residuali appezzamenti coltivati a cereali e soprattutto a frutteto specializzato, sopravvivono nell’intrico di strade, capannoni industriali e abitazioni; con l’arrivo nel prossimo futuro di autostrada e metropolitana e bretelle varie, chissà poi cosa rimarrà.

Discorso inverso si deve fare per i terreni dell’Alta Valle, soprattutto dove le pendenze diventano barriere e la viabilità e i servizi ancora un’idea, se non un’utopia.

Estensione di circa 38.000 Ha.
Di cui 14.000 Ha. costituiti da prati e pascoli d’alta montagna.

L’occupazione prevalente della gente della Valle è ovviamente quella nel settore secondario (la Valle è famosa nel mondo per le sue armi, la sua posateria e il suo tondino) e nel terziario, relegando gli addetti nel settore agricolo a ruoli sempre più marginali, almeno dal punto di vista economico. Diversa è la marginalità se si inquadra la problematica dal lato della conservazione dell’ambiente, della sua sicurezza e quindi della prevenzione del dissesto; è in quest’ottica che la presenza dell’uomo sulla montagna, sebbene di scarso rilievo macroeconomico, assume importanza e una valenza assoluta, come d’altronde gli ultimi indirizzi legislativi di tutela (CE, Stato e Regione Lombardia) stanno a dimostrare. In questo contesto è ovvia l’importanza della valorizzazione delle eminenze che vengono prodotte, onde dar lustro al prodotto, onore e pecunia al produttore e salvezza al territorio.
Venendo alle cifre, il territorio della Valle Trompia si estende su una superficie di circa 38.000 Ha. dei quali quasi 14.000 Ha. sono costituiti da prati e da pascoli d’alta montagna (Ha. 5.528,1 di prato permanente e Ha. 8.089,1 di pascolo – fonte Piano Agricolo Attuativo della Comunità Montana di Valle Trompia, anno 1989). Come si deduce da quanto esposto in premessa, la maggior parte delle aree rimaste soggette alla pratica agricola sono localizzate nell’alta valle (Ha. 8.014,3, di cui Ha. 3.043,4 a prato e il restante a pascolo) e vengono destinate alla produzione di foraggio per l’alimentazione del bestiame.